Rango

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Harry Potter and the Deathly Hallows

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Paranormal Activity 2

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Sfogo di Bertolucci a Pesaro

Amaro sfogo di Bernardo Bertolucci per il Premio alla carriera alla Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. “L’effetto Berlusconi è che l’Italia è un paese umanamente demotivato, io sono demotivato, lo siamo tutti, perfino la Nazionale di calcio, e penso che proprio per questo abbia perso i mondiali”, ha detto Bertolucci, intervenuto oggi telefonicamente alla Mostra prima della proiezione del film Tropici di Gianni Amico, collaboratore scomparso del regista.

Fonte: ANSA

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Ufficiale: Peter Jackson in trattativa per dirigere “The Hobbit”

Probabilmente questo prequel verrà ricordato soprattutto per le vicissitudini sottese alla sua fase di lavorazione che alla storia in sè. Dopo lunghe settimane di discussione su chi avrebbe preso il timone di The Hobbit a seguito dell’improvviso abbandono di Guillermo Del Toro, Peter Jackson ha deciso di prendere le redini in via ufficiale della pellicola.
Attualmente il regista è in fase di trattativa, ma a quanto afferma Deadline, la decisione dovrebbe essere definitiva. Quando nelle scorse settimane era trapelato il suo nome nella lista dei possibili registi candidati, il suo manager aveva prontamente smentito qualsiasi voce a riguardo, in quanto l’agenda del regista-produttore era fin troppo fitta di impegni – tra cui la regia di Tin-Tin, prodotto da Steven Spielberg – per potersi occupare di un’ulteriore direzione. A quanto pare, invece, Jackson crede così tanto in questo progetto da portarlo avanti seppur sia particolarmente occupato su altri set.
Nelle scorse settimane, numerosi sono stati i nomi dei candidati per la direzione di The Hobbit, tra cui anche il regista di District 9 Neill Blomkamp, ma il richiamo per Jackson alla Terra di Mezzo, a quanto pare, è stato troppo forte.
Vi terremo ulteriormente aggiornati su questa odissea interminabile.

Fonte: Duellanti

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The Chronicles of Narnia: The Voyage of the Dawn Treader

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Jeff Bridges e Maryl Streep protagonisti di Great Hope

I due attori premi Oscar Meryl Streep e Jeff Bridges saranno i protagonisti di Great Hope Springs, il nuovo film diretto da Jessie Nelson (Mi chiamo Sam) e scritto da Vanessa Taylor (Everwood, Alias). La pellicola segue le vicende di un’anziana coppia (nella sceneggiatura iniziale, doveva essere una coppia di mezz’età) che decide di trascorrere un lungo e intenso week-end terapeutico – seguiti da uno psicanalista – per capire quale sia effettivamente il destino del loro matrimonio.
Nel ruolo dello psicanalista era previsto Phillip Seymour Hoffman (Magnolia), che tuttavia ha dovuto rinunciare a causa di una sovrapposizione con le riprese del nuovo film – ancora senza titolo – di P.T. Anderson, dove interpreta il ruolo di un leader realigioso. Non sono stati ancora resi noti l’inizio delle riprese e la release del film.

Fonte: Duellanti

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Little Fockers

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Reitman e il nuovo progetto “Elliot Allagash”

Dopo il successo ottenuto con la sua ultima pellicola, Fra le nuvole, il regista Jason Reitman sembrerebbe in procinto di dedicarsi ad un nuovo progetto cinematografico. Secondo The Hollywood Reporter, Reitman sarebbe interessato a portare sul grande schermo un romanzo dello scrittore americano Simon Rich, dal titolo Elliot Allagash. La storia racconta l’assurda amicizia che si instaura tra due studenti della Glendale – esclusivo istituto privato di Manhattan – molto diversi tra loro: il bulletto, arrogante ereditiero Elliot e l’impopolare e sprovveduto Simon. Elliot decide per scommessa di “trasformare” Simon nello studente più ammirato della scuola. Tuttavia, Reitman non sembra comparire attualmente alla voce “regista”, ma solo in veste di produttore e sceneggiatore. Sicuramente si conosceranno a breve nuovi dettagli sul film.

Fonte: Duellanti

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Dedicato a quelli che dei film non ricordano le trame

Da anni, a Milano, si teneva una manifestazione denominata Cannes e dintorni. Era sostenuta soprattutto dall’Assessorato alla Cultura della Provincia e consentiva agli appassionati di cinema milanesi di vedere in anteprima una buona selezione delle pellicole da poco presentate sulla Croisette all’interno del più importante festival di cinema europeo. Quest’anno il nuovo assessore – forse per portare acqua alla posizione di chi ritiene che le Province siano enti non solo inutili ma dannosi – ha preteso (con mesi di anticipo sullo svolgimento di Cannes) di leggere e approvare le trame dei film prima di decidere se sostenere e finanziare la manifestazione. Avete letto bene, non siete in preda a un attacco di traveggole. A raccontarla così, in astratto, senza citare nomi né luoghi, una storiella simile fa pensare non tanto al Fascismo – giacché questo notoriamente finanziava anche riviste di cinema su cui scrivevano i comunisti – quanto alla Romania di Ceauşescu, o a una Repubblica delle banane dominata da qualche emulo di Ubu re. Invece no. La storia – gli storici del futuro, se ancora ci saranno storici, stenteranno a crederci – sì è svolta nella “civilissima” e “democratica” Milano nei primi mesi del 2010. E ha avuto per protagonisti alcuni esponenti di un partito che fin dal nome si richiama alla Libertà.

Sic. Gulp. Kz.

Ormai siamo al collasso della semantica. Al totale scollamento tra significanti e significati. Ormai si possono compiere i gesti più liberticidi inneggiando alla libertà, senza che nessuno trovi nulla da ridire. Senza che nessuno si indigni, chieda conto, pretenda il rispetto almeno delle parole. Del linguaggio. Del senso. Cannes e dintorni, alla fine, si è svolta lo stesso, grazie al generoso sostegno, anche economico, del più importante quotidiano milanese. Ma non è questo che conta.

Si poteva anche scegliere di non farla, la manifestazione. Di tagliarla. Ormai se non tagli qualcosa o qualcuno non sei nessuno. Per una rivista come la nostra, la cosa che più indigna in tutta questa storia non è tanto l’arroganza del Potere che pretende di decidere se e cosa far vedere ai sudditi, quanto l’idea che i film possano essere ridotti alle loro trame. Che si possano giudicare sulla base delle sinossi. Una simile “pochezza” culturale – di destra o di sinistra, non importa – la dice lunga sul declino irreversibile imboccato dal nostro Paese, sul genocidio delle competenze, sulle macerie che questi anni lasceranno in eredità alle generazioni future. Verrebbe il desiderio di scrivere sinossi virtuali del tutto compatibili con le più miopi logiche assessorili e poi realizzarvi su piccoli film low budget che – pur rispettando le trame – facciano venire l’orticaria a tutti gli uomini di potere. C’è qualcuno che ha voglia di provarci? In fondo, il bello del cinema è questo: non basta mai raccontarlo per capire dove e come può colpire duro.

Fonte: Duellanti.com

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